Tortelli di zucca: per la cena della Vigilia…e non solo!

01 dicembre 2013

Quando venite in vacanza da noi, è logico che vogliate andare al mare e non perdere un giorno di sole…ma dalle nostre parti ci sono dei tesori che vale proprio la pena di scoprire! Le nostre colline sono bellissime, non solo per i paesaggi meravigliosi, ma anche per le bontà gastronomiche che offrono. In alcune zone, per esempio, si produce ancora il famoso formaggio di fossa. La zona tipica è quella di Sogliano sul Rubicone, nelle colline tra Cesena e Rimini, ma questa volta noi siamo andati a Roncofreddo (su per Cesena!) a provare un’eccellenza dei nostri formaggi…

blu_montefeltro

Il Blu di Montefeltro

Prima però vi racconto cos’è il formaggio di fossa. Il babbo di Libero, il nonno Toni, racconta che una volta, circa per il periodo di Ferragosto, quando la produzione del latte delle mucche era all’apice e si produceva molto formaggio, si portavano tutti i formaggi preparati in casa in queste zone, dove venivano interrati in delle vere e proprie fosse di origine tufacea. All’interno di queste fosse si creava un microclima particolare che li stagionava. Ogni famiglia metteva i propri formaggi dentro a dei sacchi di tela, contrassegnati con il proprio nome. Questo perchè in queste grandi fosse venivano messi sacchi e sacchi di formaggio e al momento della “sfossatura” ognuno doveva rientrare in possesso del proprio tesoro.
La stagionatura durava da Ferragosto al fatidico giorno di Santa Caterina, e cioè il 25 novembre, e i vantaggi erano innanzitutto quella pratico della sopravvivenza, in quanto si poteva mangiare un prodotto in tempi in cui il fresco non ci sarebbe stato e poi il fatto di avere tenuto questi formaggi insieme conferiva loro un aroma e un sapore del tutto particolare.

 

Una piccola quantità nei ripieni delle nostre paste fresche o mangiati così, in purezza, come direbbe mio suocero: “l’ha un udor che l’arvivess nènca un mòrt!” (se non avete capito questa frase in dialetto romagnolo, chiedete pure!).

Nella fossa che vedete nelle foto ci sono formaggi di tutti i tipi ma quello che abbiamo scelto per la preparazione della nostra ricetta di Vigilia è una star. Pensate che ha vinto a Gorgonzola il premio come miglior formaggio 2012 e il suo nome è BLU del Montefeltro. Noi lo prepariamo con dei tortelli di zucca fatti alla maniera di Romagna.

Tortelli di zucca con il Blu di Montefeltro
ingredienti tortelliIngredienti per 4 persone:
400 g di farina
4 uova (che a me piacciono con il tuorlo giallo!)
1 goccino-ino d’olio d’oliva
300 g di polpa di zucca
250 g di ricotta (meglio di pecora che è più saporita)
150 g di formaggio di Montefeltro
2-3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
2 amaretti
noce moscata
sale e pepe

 

Fate così!

Preparate la sfoglia con la farina, le uova e un goccino d’olio e lasciatela riposare sul tagliere coperta con una terrina (perde l’elasticità e quando la tirate andrete con un filo do gas!). Tagliate a pezzi la polpa di zucca e fatela lessare. Poi la scolate e la schiacciate bene con una forchetta e la mettete in una padellina antiaderente per farla asciugare un pochino, altrimenti se ha troppa acqua il ripieno diventa troppo morbido. Quando è asciutta, lasciatela raffreddare e aggiungete la ricotta, il Parmigiano, un pizzico di sale e un pizzico di noce moscata grattugiata.
Tirate poi la sfoglia e con il ripieno fate dei ravioli, se volte potere farli la forma di mezzaluna, ma io credo che piegando la sfoglia a metà e mettendo il ripieno a mucchietti e poi ribaltando l’altra metà di sfoglia, si fa prima e non c’è scarto!
Cuocete i tortelli in abbondante acqua salata, scolateli e saltate in una padella con il burro.
A fine operazione aggiungete il formaggio di Montefeltro a pezzetti che si scioglierà lentamenteeeee…

Nadia Calderoni Fin da piccola indiscusso vulcano di creatività e professionalità, tutti conoscono Nadia per la bontà dei suoi dolci, l'originalità delle sue creazioni "hom-made" e per il suo carattere da "maresciallo". E se per ogni riccio c’è un capriccio...in lei c’è anche una qualità: è il jolly dell’Orsa, ovunque la mettiate troverete sempre ciò che cercate. Leggi tutti gli altri articoli di Nadia Calderoni

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