Il sabadone, dolce tipico romagnolo fatto con la saba. La ricetta e la sagra a Massa Lombarda

23 gennaio 2014

Ai nostri giorni non si può dire che manchi una svariata offerta di cibi di ogni genere e in un mondo che si sta sempre più globalizzando troviamo veramente di tutto, a volte a scapito della genuinità…e a volte in nome di una moda del momento.

Una volta, ad esempio, l’uso del dolce non era così diffuso come oggi e qui in Romagna le cose dolci apparivano sulla tavole contadine solo in occasioni particolari, come ad esempio feste religiose, ricorrenze o avvenimenti importanti. Erano sempre preparazioni semplici e spesso di un recupero di ingredienti che la fantasia e la sapiente perizia delle azdore romagnole trasformavano in vere prelibatezze.

I sabadoni dell'Orsa

I sabadoni dell’Orsa

 

Avete mai sentito parlare dei sabadoni?

Il nome deriva dalla “saba” uno sciroppo dolce che si prepara in Romagna con il mosto del vino, e che ha origini antichissime, pare ci fosse già in epoca romana. La sapa (il nome in italiano) si preparava in occasione della vendemmia, quando, dopo aver pigiato l’uva, il mosto cominciava a bollire nei tini. Dopo circa 24 ore si prelevava una piccola quantità di mosto, si filtrava e si metteva a bollire in un paiolo di rame collocato sul fuoco a legna (mio suocero dice la ” furnasèla”) su un treppiede e si lasciava sobollire per oltre dieci ore, fino ad ottenerne una quantità dei 2/3 di quella iniziale.

Questo sciroppo di colore scuro, della consistenza di un caramello, veniva lasciato raffreddare, depositare e poi imbottigliato. Veniva usato per condire fagioli, ceci, castagne, bagnare dolci natalizi o di carnevale, insaporire il pane e…meraviglia delle meraviglie, fare una bella granita, casomai avesse nevicato e si fosse messa della neve fresca in un bicchiere!

Il suo utilizzo principe però era ed è ancora l’impiego per la preparazione dei sabadoni.

I sabadoni sono dei tortelli fatti con una sfoglia di farina bianca, uova , zucchero, latte, poco strutto; oppure più semplicemente farina e latte e riempiti con vari ingredienti che un tempo non sempre erano tutti disponibili: fagioli, castagne secche, ceci, polpa di zucca, mele cotogne, canditi casalinghi, fichi secchi, pinoli, marmellata o mostarda, noci e mandorle, spezie, uvette, zucchero, cannella… Insomma, come vi avevo detto, ogni azdora preparava il proprio ripieno a seconda delle sue disponibilità.

Una volta fatto, l’impasto veniva farcito e chiuso tipo un cannolo e cotto sulla teglia di terracotta oppure bollito in acqua salata e lasciato asciugare su un canovaccio. I sabadoni, una volta cotti, venivano messi ad inzuppare in una terrina con della saba e lasciati macerare per vari giorni.

Il periodo di preparazione di questi dolci andava dalla vendemmia fino alle feste di Carnevale e venivano serviti nelle serate invernali dedicate ai giochi e ai “trebbi”.

Allora, adesso andrò in giro a cercare la saba e poi proverò a farli…se non riesco vado a mangiarli alla Sagra del Sabadone a Massa Lombarda, che è una cittadina qui vicino a Cervia!

 

Noi li facciamo così…anzi l’Ermelinda (la mamma della mia amica Tatiana!) li fa così!

 

Ecco gli ingredienti speciali!

Ecco gli ingredienti speciali!

Ingredienti
Per la sfoglia
500 g di farina
1 cucchiaio di strutto (chiuderemo un occhio se usate l’olio!)
1 cucchiaino di lievito per dolci
latte tiepido o acqua per impastare
Per il ripieno
500 g di castagne secche cotte
1 cucchiaino di semi di anice
2 cucchiai di mostarda dolce o marmellata
2 cucchiai di zucchero
scorza di limone (se vi piace)
saba

 

Li cuociamo sulla piastra per la piadina!

Li cuociamo sulla piastra per la piadina!

Preparazione

Cuocere le castagne secche in acqua.
Schiacciare le castagne e fare un impasto per il ripieno aggiungendo lo zucchero, la marmellata, i semi di anice, un po’ di scorza di limone e qualche cucchiaio di saba (se il ripieno dovesse essere troppo duro aggiungere un po’ dell’acqua di cottura delle castagne).
Fare un impasto con la farina, lo strutto, il lievito e il  latte.
Tirare la sfoglia ad uno spessore di 3 mm e tagliare dei rettangoli di circa 10/12 cm di lato.
Riempire i sabadoni con un cucchiaino di ripieno e richiudere formando dei cannelloni che andranno chiusi ai lati schiacciando con i rebbi della forchetta.
Cuocere da ambo i lati sulla teglia che si usa per la piadina.
Metterli in una terrina e bagnare di saba.

 

Allora, cosa ne dite? Volete provare anche voi?

 

 

Nadia Calderoni Fin da piccola indiscusso vulcano di creatività e professionalità, tutti conoscono Nadia per la bontà dei suoi dolci, l'originalità delle sue creazioni "hom-made" e per il suo carattere da "maresciallo". E se per ogni riccio c’è un capriccio...in lei c’è anche una qualità: è il jolly dell’Orsa, ovunque la mettiate troverete sempre ciò che cercate. Leggi tutti gli altri articoli di Nadia Calderoni

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