Ricette estive dell’Orsa: strozzapreti con scampi e pomodorini

12 giugno 2014

strozzapreti_preparazioneDopo tante ricette invernali (vi ricordate i passatelli?) vi starete chiedendo cosa si mangia all’Orsa d’estate! Bè…come avrete avuto modo di capire leggendo qua e là i nostri post e sbirciando le nostre foto…la cucina dell’Orsa è sempre in grandissimo fermento, per proporre ricette nuove e stupire i palati dei nostri clienti.

Oggi, per esempio, abbiamo pensato di preparare gli strozzapreti, una pasta tipica della Romagna, che di solito serviamo per la festa romagnola, con il ragù preparato al momento! Ma voi sapete che siamo “troppo avanti”…e la personalizziamo con un sugo di pesce speciale.

Abbiamo chiesto al nostro Chef di darci la ricetta per quattro persone 🙂


Ingredienti

400 g di strozzapreti

8 scampi

200 g di gamberi

200 g di pomodorini

12 asparagi

bisque di pesce (o fumetto di pesce…ma vi diciamo già che non è la stessa cosa!)

1 spicchio d’aglio

peperoncino

sale e pepe

olio extravergine di oliva

cognac

Procedimento

Cuocere gli asparagi, in acqua bollente salata. Tagliarli a pezzetti, tendendo le punte da parte per guarnizione. Rosolare in una padella l’aglio con l’olio evo, aggiungere gli scampi e i gamberi e flambare con il cognac. Lasciare evaporare e solo dopo aggiungere i pomodorini tagliati a metà, gli asparagi e la bisque. Portare il tutto a cottura.

Nel frattempo cuocere gli strozzapreti in abbondante acqua salata, unirli al sugo e spadellare. Guarnire il piatto con le punte di asparagi.

N.B.: se per caso quelli fatti da voi non vi danno la stessa ‘soddisfazione’ di quelli preparati dal nostro Chef…non vi resta che contattarci per prenotare le vacanze da noi e assaggiarli di persona: chiamateci allo 0544 991425 oppure scriveteci una mail a info@orsamaggiorehotel.it 

 

 

 

 

Martina Capellini Meglio conosciuta come "bambina da hotel", Martina vi accoglierà con il suo sorriso e la sua disponibilità...tra un caffè, un cappuccino, una traduzione e un aggiornamento sui social! Leggi tutti gli altri articoli di Martina Capellini

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